Rassegna Stampa

Milano, rapina con fucile a pompa vicino alla Stazione Centrale

Milano, sequestro e rapina: è caccia ai balordi con il fucile a pompa

Irruzione in una sala slot in zona Centrale. Hanno legato i titolari. «Erano italiani»

La sala slot «Maciste 3» ha una sola vetrina su strada, e tutti i vetri sono coperti di immagini colorate di donne che bevono drink e giocano in un casinò. Un allestimento che, nell’inchiesta dei carabinieri, avrà un peso: perché dalla strada è impossibile vedere all’interno, e dunque i due rapinatori che nella notte tra sabato e domenica sono entrati in quel locale di via Napo Torriani, a pochi metri dalla stazione Centrale, avevano di certo preparato l’irruzione con più di un sopralluogo. Lo dimostra il fatto che sapevano al dettaglio come muoversi, e si sono presi tutto il tempo per fare un «lavoro pulito», fino a strappare e portar via l’hard disk in cui erano archiviate le immagini del sistema di videosorveglianza. L’arma che hanno usato è da balordi «pesanti», un fucile a pompa. La rapina dovrebbe essere avvenuta nel cuore della notte, in un orario compreso fra le 3 e mezza e le 4 e mezza.

Nei giorni scorsi, dopo l’omicidio e le rapine tra via Gaffurio e via Settembrini, s’è molto parlato di criminalità straniera intorno alla stazione Centrale, e invece la rapina dell’altra notte racconta che in quel quadrante della città continuano a incrociarsi anche i percorsi della malavita italiana. Dentro la sala slot di via Napo Torriani, l’altra notte, c’erano il titolare, W. W., 28 anni, e una dipendente, Z. L., 21 anni, entrambi cinesi. I carabinieri del Nucleo radiomobile li hanno trovati domenica mattina poco prima delle 8. Erano molto confusi, preoccupati, ed entrambi, sia l’uomo che la donna, hanno mostrato ai militari i profondi segni rossi che avevano intorno ai polsi. I rapinatori li hanno minacciati con il fucile, hanno chiuso la porta di ingresso, hanno preso l’incasso della serata (che s’aggira sui 4 mila euro) e poi li hanno immobilizzati con delle fascette di plastica. Il titolare e l’impiegata non sono stati picchiati o aggrediti, sono stati però chiusi in una stanza sul retro della sala e lasciati lì. Prima di riuscire a liberarsi, recuperare un telefono e chiamare i soccorsi hanno impiegato alcune ore.

I carabinieri della «Compagnia Duomo» stanno cercando di capire per prima cosa a che ora sia avvenuta la rapina. I due cinesi non sono riusciti a dare indicazioni chiare. La sala slot, sulla carta, dovrebbe chiudere a mezzanotte, ma spesso rimane aperta fino a che ci sono persone all’interno. È probabilmente per non «confessare» questa irregolarità amministrativa che il titolare avrebbe evitato di fornire un orario pur approssimativo della rapina. L’irruzione dovrebbe però essere avvenuta intorno alle 4. E dunque il «sequestro» dovrebbe essere durato almeno 3-4 ore. Le immagini delle telecamere del locale (ce ne sono un paio sulla strada, più altre all’interno) sono probabilmente ormai distrutte, perché erano archiviate nel disco portato via dai rapinatori. I carabinieri cercheranno allora di lavorare sui filmati ripresi da altre telecamere della zona, per provare a tracciare le due figure nelle fasi precedenti e successive alla rapina. Per ora, sui rapinatori, c’è solo la scarna testimonianza dei due cinesi: «Erano italiani».

 

di Gianni Santucci

FONTE: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_aprile_30/milano-sequestro-rapina-caccia-balordi-il-fucile-pompa-189a3efe-4c34-11e8-99ac-c9986d6134ff.shtml

L'Autore

Banda degli Onesti